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Luciano Padovano Eccellente 2013

Da: IL MATTINO DI PADOVA, 11 novembre 2014

Un premio a nove padovani eccellenti: ecco chi sono

Il riconoscimento nell’aula magna del Bo è andato anche a militari, professionisti e registi che hanno onorato la città.

di Luca Preziusi

PADOVA. Altri nove padovani eccellenti. Ieri nell’aula magna del Bo si sono vissuti momenti di commozione e ironia durante la cerimonia che incorona ogni anno i nuovi “padovani eccellenti”, ordine cittadino governato da Guido Montesi. Quest'anno sono stati investiti del riconoscimento otto uomini e una donna, alla presenza del presidente del parlamentino di Palazzo Moroni, Roberto Marcato. «Una delle cose che mi fa più piacere» ha detto Marcato, «è che sono persone che per esperienza, provenienza geografica e cultura sono molto diversi tra loro ma tutti hanno dimostrato il loro grande amore per questa città».

Il riconoscimento di padovano eccellente viene conferito ogni anno a quei cittadini che hanno cooperato, in vario modo e nel loro campo di attività, a mantenere alto il nome di Padova contribuendo così a rendere grande la città. Oltre a Marcato, a consegnare l’investitura è stato il padrone di casa Guido Montesi.

Italia Giacca Zaccariotto è l’unica donna ad aver ricevuto il premio. Lei è un esule istriana, e a Padova ha operato al riconoscimento, a livello nazionale, dell’istituzione del “Giorno del Ricordo” per commemorare le vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. Padovano eccellente anche il generale Enrico Pino, che per sette anni è stato comandante dell’esercito Veneto a Padova. Un altro militare premiato è Giancarlo Merli, luogotenente comandante della stazione dei carabinieri di Prato della Valle. «È la rappresentazione vivente del carabiniere tra la gente, per la gente» si legge sulla motivazione. Tra i premiati anche alcuni imprenditori, tra cui Arnaldo Mazzon, titolare di “Tre elle”, l’azienda padovana che lavora marmo e pietre per gli allestimenti delle navi da crociera e Paolo Sanavio, commerciante nel campo delle pellicce, che “impersona con carisma ed ironia la tipica figura del padovano che frequenta le piazze del centro storico di Padova”. Il medico Giovanni Brigato, che è stato anche primario della Divisione Ostetrica dell'Ospedale di Padova, è stato insignito perché “testimone di ricchezza culturale e spirituale”. A proposito di umanista ecco Luciano Pengo, “dotato di grande talento musicale fino dall’infanzia” e fondatore e direttore a Padova di corali di vario genere. E poi il docente di Agraria Pier Giovanni Zanetti, fondatore nel 1984 a Padova l’associazione ‘Lo Squero’ e Antonello Belluco, il regista padovano che ha realizzato il film sulla vita di S. Antonio da Padova, «S. Antonio Guerriero di Dio», raccogliendo forti consensi in Europa e negli Usa.


BRAVO LUCIANO!

Ben meritato.

Da: IL MATTINO DI PADOVA, 7 novembre 2014

Nove nuovi “padovani eccellenti” saranno nominati lunedì 10 novembre nell’Aula Magna del Bo per il 2014. È il riconoscimento che viene conferito a quei cittadini che hanno cooperato, in vario modo e nel loro campo di attività, a mantenere alto il nome di Padova contribuendo così a rendere grande la città. «L’eccellenza di una città non sempre dipende da nobili personaggi o da uomini di grande rilevanza intellettuale, ma anche da cittadini semplici e modesti che, con sacrificio e onestà, spesso silenziosamente, danno valore al vivere quotidiano. Ecco perché tra i padovani eccellenti si annoverano personaggi illustri e di chiara fama e concittadini genuini e riservati, ma ugualmente fieri della loro patavinitas», si legge nelle motivazioni del premio.

Ecco i premiati del 2014:

Italia Giacca Zaccariotto: Esule istriana. A Padova è stata nominata presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), dove ha operato al riconoscimento, a livello nazionale, dell’istituzione del "Giorno del Ricordo" per commemorare le vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano - dalmata.

Enrico Pino: Generale di Corpo d’Armata, comandante dell’esercito "Veneto" per sette anni, a Padova.

Arnaldo Mazzon: Titolare di un’azienda di Padova che lavora il marmo e le pietre, utilizzati anche per gli allestimenti sulle navi da crociera, ha saputo creare opere di grande qualità, conosciute anche all’estero.

Giovanni Brigato: Laureato in Medicina e Chirurgia, è stato primario della Divisione Ostetrica dell'Ospedale di Padova. Testimone di ricchezza culturale e spirituale, ha saputo coniugare la sua esperienza umana e professionale di medico con quella di appassionato umanista.

Giancarlo Merli: Luogotenente Comandante della Stazione dei Carabinieri di Prato della Valle, a Padova. E’ la rappresentazione vivente del carabiniere "tra la gente, per la gente".

Luciano Pengo: Dotato di grande talento musicale fino dall’infanzia, si è diplomato all’Istituto Musicale C. Pollini di Padova in pianoforte ed organo. Ha fondato e diretto a Padova corali di vario genere.

Paolo Sanavio: Commerciante nel quasi ormai scomparso campo delle pellicce, impersona con carisma ed ironia la tipica figura del padovano che frequenta le piazze del centro storico di Padova.

Pier Giovanni Zanetti: Docente di Agraria presso gli istituti tecnici, dopo una breve esperienza nell’amministrazione pubblica, si è dedicato alla ricerca sull’evoluzione del territorio, fondando nel 1984 a Padova l’associazione "Lo Squero".

Antonello Belluco: Regista padovano, figlio di esuli fiumani, ha iniziato la sua attività artistica con spettacoli teatrali, cortometraggi, spot pubblicitari e video musicali. Spinto da una particolare carica di amore e devozione, ha realizzato il primo film sulla vita di S. Antonio da Padova, «Antonio Guerriero di Dio», raccogliendo forti consensi in Europa e negli Stati Uniti.

I loro nomi saranno inseriti nell’apposito Albo che attualmente è esposto nella Sala Consiliare del Quartiere Centro.

 

da Quatro ciàcoe, dicembre 2007

"El Strapadovan" 2007

[...]Prima de i singoli interventi de aper­tura de tuti i "ospiti", ga verto l'incontro el Coro "Armonia" de la Croce Verde de Padova, direto dal M° Luciano Pengo, el quale, a sorpresa, el ga oferto l'esecussion de un so brano (canta per la prima volta) dedica a l'Identità vèneta: Le sete Sorele (le sete province vènete).

[...]Eco el turno del Maestro LUCIANO PENGO, Gran Maestro de coralità. Infati de lu se dise: "È dotato di un orecchio for­midabile, in grado di riconoscere le note di un qualsiasi accordo e di trasportare i brani musicali in altre tonalità, al mo­mento." A sorpresa, eco el Coro LA VAL­LE vegnù a festegiare el so Maestro co l'esecussion de tri brani.

 

da La Difesa del Popolo, 7 maggio 2006

La Valle ricorda con la 17° rassegna "Città di Padova" il suo terzo decennale

Da trent'anni ambasciatori d'amicizia

Se, al giorno d'oggi, in campo musicale, ilnome dell'Italia e di Padova ri­corre con frequenza all'estero, non è merito solo delle sublimi armonie di orchestre qua­li i Solisti veneti o l'Orchestra di Padova e del Veneto, ma anche dei numerosi complessi corali di cui è ricca la città. Fra questi, il coro La Valle che racchiude nel suo nome due simboli, uno citta­dino, l'altro più ampio: il padova­no Prato della Valle, e le innume­revoli vallate che solcano le cate­ne dolomitiche, spesso risonanti dei cori che da esse traggono ispi­razione. Il complesso è nato trent'anni fa, nel 1976, per opera del maestro Luciano Pengo, bam­bino prodigio che all'età di otto anni incantava il pubblico con la sua fisarmonica, poi diplomatosi in pianoforte al Pollini, composi­tore e armonizzatore, organista assai apprezzato nelle chiese cit­tadine di Ognissanti, Sant'Andrea e Santa Lucia, per cinque anni in­segnante di musica nella scuola dei Rogazionisti. Il La Valle è un coro esclusivamente maschile a "voci scoperte", come si dice tec­nicamente, o "a cappella" ossia senza accompagnamento di stru­menti musicali, composto da 40 cantori, tutti dilettanti, i quali, no­nostante non abbiano fatto della musica una professione, riescono a ottenere, sotto la guida esperta del maestro, risultati di gran pre­gio. Età media piuttosto alta: si va dai 39 agli 84 anni del decano Aristide Toniolo, secondo tenore, mentre il ricambio denota qual­che difficoltà perché i giovani sembrali. , referire i più facili "schitarramenti" al sacrificio di prove a lungo ripetute per trasfor­mare 40 voci diverse in una sola armonia. Particolare curioso sul "reclutamento" di nuove voci: al giorno d'oggi, dice Pengo, per l'or­ganico di un coro è assai più faci­le reperire voci di basso e barito­no che non tenorili: sembra che le escursioni vocali dell'uomo ten­dano a ridursi.

Il La Valle possiede un ampio re­pertorio di canti popolari, ben 102, e di questi 21 in lingua stra­niera; non mancano blues e spiri­tual. Più di mille - forse un record in trent'anni di attività - i concer­ti effettuati. Sotto la guida esperta ed entusiasta del maestro il com­plesso si è esibito in tutt'Italia, isole comprese. Tra tutti merita forse citare il festival di Clusone, la rassegna della vai Pusteria a cui partecipano ben 86 cori da tutto il mondo, e la memorabile e sug­gestiva esibizione in Puglia nelle grotte di Castellana. Un lungo cammino che nel 1992 ha con­dotto il coro al suo massimo suc-cerso: il secondo posto nella ras­segna nazionale dei cori di Adria. Nelle numerose tournée la voce del La Valle è stato simbolo di ita­lianità all'estero, ma non solo; in alcuni casi è stato anche testimo­ne delle radici cristiane vive in nazioni, come quella polacca, che attendevano la caduta del muro. Le cante d'ispirazione reli­giosa commovevano fino alle la-crime - da tenere nascoste - gli ascoltatori, mentre gli occhiuti poliziotti controllavano ogni mos­sa dei coristi costretti oltretutto a esibirsi quasi a digiuno a causa delle restrizioni alimentari provo­cate dall'economia comunista. Nel continente americano, l'asso­ciazione dei Padovani nel mondo ha sempre avuto l'occasione di esprimere tutto l'affetto e la no­stalgia per il paese natio applau­dendo entusiasticamente i fratelli padovani (memorabile l'acco­glienza a Montreal), mentre esplosivo è stato, con fischi d'am­mirazione e lancio di cappelli in aria, l'entusiasmo del pubblico ac­corso al festival dei cori nel Mon­tana; insistenti e ripetuti gli ap­plausi riscossi anche dal più com­passato uditorio finlandese ammi­rato dalle esibizioni dei coristi pa­dovani.

Il maestro Luciano Pengo si fa portavoce di alcuni ricordi di que­sto trentennio di attività: «Sono moltissimi - sottolinea - ma mi li­miterò a due. Uno lieto, allorché in occasione di un concerto all'Opera della Provvidenza di Sarmeola cedetti per pochi minu­ti la direzione a un giovane ospite restando sorpreso e commosso al manifestarsi di un senso musicale certamente racchiuso nel suo in­timo. L'altro decisamente dram­matico risale proprio a vent'anni fa, in occasione dell'incidente di Chernobil. Eravamo in tournée in Ungheria, a Szombathely, non molto lontani dalla centrale. In assenza di qualsiasi avvertimento, mangiammo verdura e bevemmo latte senza renderci conto del gra­ve pericolo. Rientrati in Italia fummo sottoposti ad accurati esa­mi e fortunatamente la cosa non ebbe seguito, anche se resta il dubbio che la morte di due coristi possa essere messa in relazione con quel tragico evento». Il cammino del La Valle continua, portando ovunque serenità e an­che commozione. Grandissimo merito del suo successo va al vi­cepresidente e segretario Umber­to Simonetto - portavoce del co­ro, addetto alle pubbliche rela­zioni, organizzatore delle sue tournée, instancabile nonostante gli anni - che, in assenza di qual­siasi finanziamento pubblico, si prodiga nella ricerca di contributi presso privati, enti e associazioni per assicurare al complesso i mezzi economici necessari alla sua attività. Mettendolo in grado di ospitare numerosi complessi corali stranieri che costituiscono un'esemplare rete di amicizia fra i popoli nel nome della musica e della solidarietà ispirata dal canto. Il La Valle festeggia il suo 30° anniversario organizzando, insie­me all'Aido e con il patrocinio di comune e provincia, la 17'rasse­gna di cori "Città di Padova" che si svolge sabato 6 maggio alle ore 21 all'auditorium Pollini. Parteci­pano, oltre al La Valle, il coro del Cai padovano diretto da Alberto Bolzonella, il Tre Pini di Gianni Malatesta e la compagnia Padova danza diretta da Gabriella Furlan Malvezzi. Presenta Renata Rebesehini. Ingresso libero.

G.Z.

 

Alla cortese attenzione dì Umberto Simonetto   da Bepi De Màrzi. Grazie.

Ai carissimi cantori del Coro La Valle di Padova

Voi che ancora avete voce per cantare la montagna che non c'è più; voi che insistete a chiamarvi "La Valle", quando le valli sono diventate l'ombra della malinconia o 11 frenesia del passaggio, il transito vanitoso che non ha soste, che non vede le meraviglie dimenticate, che non ascolta il profumo del silenzio.

Voi che intona te ancora i miei canti, canti per me lontani come la speranza perduta, nell'angoscia di questi giorni di violenze, di vendette, di rabbie incontenibili, di insofferenze, di disperazioni: con i poveri sempre più poveri e i potenti sempre più esaltati.

Voi che mi avete chiesto tante volte di venire alle vostre feste, ai vostri concerti, soprattutto nel bellissimo auditorium del conservatorio che è una parte della mi i vita, mentre io ho sempre risposto con il colpevole pudore dell'assenza, ma, ve l'assicuro, anche per non mostrare la mia fragilità nell'emozione della poesia che trasmettete.

Voi che state ancora insieme, dopo venticinque anni, nell'armoniosa Padova, dei portici, i sentieri dell'intimità e della storia innamorata; insieme per cantare nella città più intelligente, aperta e tollerante di questo nostro Veneto stordito dalla ricchezza. Stasera,vi prego, tenetemi nel riflesso di un accordo o nel volo trasparente di una melodia, mentre vi abbraccio con la tenerezza delle parole trattenute. Cantate bene come sempre, e grazie.

Vostro Bepi De Marzi
Arzignano, 13 ottobre 2001

 

Niente Pavarotti

Il coro dall'Italia sorprendeva con il suo suono esotico.

Una cosa straordinaria si poteva aspettare a sentire quando il coro maschile dall'  Italia, dal paese del bel canto e dei tenori d'opera, dalla regione natale di Caruso, Gigli e Pavarotti, ha fatto una visita.

E una esperienza molto speciale è stato il concerto del coro La Valle nella chiesa della città Heinola - anche se non nel modo aspettato.

Il coro La Valle,  fondato nel 1976, si ha detto che abbia concertato già più di  600 volte.  Allora quaranta concerti all'anno! In se il risultato bravissimo che sembra incredibile, anche se non si terrebbe conto che  i cantatori sono amatori.

Il coro ha concertato non solo in molti paesi d'Europa ma anche negli Stati Uniti e nella Canada. Questo viaggio degli  inviati cantanti della città Padova in Polonia e  in Finlandia ha durato due settimane.

La dirigenza del  suo maestro energico, signor Luciano Pengo, il coro La Valle con  i suoi trenta membri  fa indipendentemente la sua via e evita  lo stile  principale dei cori maschili  europei.

Il programma  inglese del  giro artistico ha raccontato che  lo scopo principale del coro é di continuare una tradizione del canto popolare Allora  in conseguenza mancano grandi maestri splendidi della musica d'arte e  in generale  le canzoni classiche nel suo programma.

Il programma ha compreso più di  trenta canzoni,   la maggior parte di cui é naturalmente dall'   Italia,  ma una parte anche dalla Francia, dall'   Inghilterra,  dall'  America,  dalla Russia e dalla Filippine. Dalle queste melodie hanno poi al concerto colto una composizione confusa,   la  logica di cui  é stata solamente una viva alternazione di atmosfere.  Anche se questa  improvvisazione ha  impedetto una totale impressione  intera la non ha affatto diminuito il divertimento del programma.  Il coro davvero ha preso  il pubblico con sè con le sue scelte e unanimi  interpretazioni.

Dalla questa cura della tradizione del canto popolare é evidentemente risultato  il tratto più sorpreso delle rappresentazioni,  vocalità speciale dei cantatori.  Credo che  il coro abbia l'intenzione di imitare in certo modo stretto e diretto stile dei cantatori popolari.  Adesso  il coro ha offerto un imprevisto antitesi allo stile coltivato del bel canto.

Più straordinario,  piuttosto esotico é sembrato un franco e forte canto falsetto dei  tenori negli  orecchi abituati alle voci  usuali del coro maschile.  La prima  impressione del suono del coro é stata quasi sconcertata.  Ma presto si  è abituato al suono e ha cominciato ad ammirare la sua vigorosità forte e chiarità quasi perfetta.  E poco a poco si ha dovuto ammettere che con questo stile di cantare hanno raggiunto lo spirito vero delle canzoni sentite.

Le  interpretazioni del coro La Valle hanno rivelato una gioia e  un fascino di cantare,  una forte  intensità,  una sensibilità,  marcie svelte e melodie correnti.

Allora non é una meraviglia che  il pubblico ha applaudito vigorosamente.

 
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